Una bottiglia si incontra spesso a tavola, quando il lavoro che l’ha resa possibile è già compiuto. Dietro quel momento ci sono una terra, decisioni e persone. La storia di Indovina Ronsisvalle nasce a Zafferana, nel territorio etneo, da un legame familiare con la vite e con una tradizione agricola trasmessa nel tempo. È il punto da cui partiamo ogni volta che pensiamo al nostro vino.
La terra come eredità
Per la nostra famiglia, l’eredità agricola porta con sé una responsabilità: custodire ciò che abbiamo ricevuto e dare continuità al lavoro attraverso scelte adatte al presente. Il territorio conserva una memoria fatta di vigne, varietà locali e conoscenze. Prendersene cura significa riconoscerne il valore e interrogarsi su come trasmetterlo.
Nel nostro racconto aziendale trova spazio anche l’attenzione alle radici agricole e alla biodiversità: ceppi dimenticati, vitigni reliquia e varietà che testimoniano la ricchezza del territorio. Questa attenzione esprime una direzione precisa, nella quale la produzione del vino si lega alla conoscenza dei luoghi.
La qualità comincia prima della cantina
Il percorso di un vino prende forma tra i filari. Osservare la vite, conoscere le parcelle e rispettare i tempi delle uve sono passaggi che precedono la vinificazione. Le decisioni di cantina proseguono questo lavoro, cercando coerenza tra la materia prima e il risultato che desideriamo ottenere.
Parlare di cura significa anche rendere comprensibili queste scelte. Per questo presentiamo i nostri vini attraverso informazioni precise: vitigni, zona di produzione, affinamento e caratteristiche del calice. Il racconto della famiglia acquista significato quando incontra elementi che chi sceglie una bottiglia può leggere, confrontare e riconoscere.
Guardare avanti, mantenendo le radici
Il 2025 ha segnato per l’azienda un nuovo capitolo di crescita e consolidamento. La visione descritta nel nostro percorso mette al centro il recupero delle risorse, l’uso responsabile dell’energia e la riduzione dell’impatto ambientale. Sono ambiti nei quali orientare le decisioni e dare continuità all’impegno verso la terra.
Questa prospettiva tiene insieme memoria ed evoluzione. La tradizione ci offre un punto di partenza; il presente ci chiede di continuare a imparare, di valutare le scelte e di raccontarle con chiarezza. Il valore di una storia agricola sta anche nella capacità di proseguire, senza perdere il rapporto con la propria origine.
Quattro vini per aprire il dialogo
Ponzio, Pulcio, Quattuor e Zaufanah sono quattro modi di entrare in relazione con la nostra proposta. Cambiano i vitigni, i luoghi e gli affinamenti. Rimane il desiderio di offrire vini riconoscibili e di accompagnare ogni etichetta con un racconto concreto.
C’è chi si avvicina per la prima volta a un Carricante e chi cerca un Nerello Mascalese da inserire nella propria selezione. C’è chi sceglie una bottiglia per una cena e chi lavora ogni giorno tra ristorazione ed enoteca. A ciascuno vogliamo offrire informazioni utili e un’occasione per conoscere meglio la cantina.
Una storia che continua a tavola
Il nostro lavoro incontra chi sceglie il vino nel momento in cui la bottiglia viene aperta. Lì la storia della cantina entra in un’altra storia: un piatto preparato con attenzione, una conversazione, un’occasione da condividere. È questo incontro a dare un senso pieno al percorso iniziato tra i filari.

